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Ti dirò che in casa ho un giudice severo riguardo alla voce: mia moglie è soprano e insegnante di canto e sa esattamente quali sono le mie pecche vocali. Ritengo tuttavia che la mia voce possa lasciare qualche perplessità all'ascoltatore non tanto per motivi tecnici, ma piuttosto perché è un tipo di voce che non si è abituati a sentire nel Prog, una voce un po' da cantautore e certamente non rockettara. Quando ho cominciato a lavorare a questo disco mi sono posto il problema se dovessi cantare io o affidare il compito a un'altra persona; ho preferito mettermi in gioco io stesso per vari motivi: quando Mike Oldfield ha inciso "Moonlight shadows" c'era gente che credeva che Mike fosse una donna; Alan Parson invece, essendo ricorso all'ausilio di varie voci soliste ha dovuto ricorrere all'artificio dell'espressione "Alan Parson Project" e allora c'era chi credeva che quello fosse il nome di un gruppo, anziché la il nome dato a un progetto solistico di Parson che si era avvalso della collaborazione occasionale di altre persone. Quindi ho voluto che tutto fosse chiaro. Inoltre ricorrere ad un altro cantante avrebbe potuto comportare il cambiamento della tonalità e, se vogliamo dirla tutta, sarebbe stata una spesa in più. Comunque non mi sembra che la mia voce sia in contrasto con le mie liriche, visto che queste rispecchiano pienamente la mia personalità e anche la mia voce è in sintonia con essa, come è ovvio.