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SATANIKA - SATANIKATTAK (LP, IRON SHIELD RECORDS, 2011)

Mi ero già occupato di questi Satanika in occasione di un esplosivo mini cd autoprodotto..... Adepti intransigenti al verbo del puro Thrash metal ottantiano "sporcato" con attitudine "blackish" (alla Desaster, per intenderci...),il gruppo romano si era avvalso proprio della collaborazione del batterista dei tedeschi citati.

Ora, forti di un bellissimo artwork che non cattura affatto il clima della loro musica ma che li farà confondere inevitabilmente con la miriade di black metal bands derivative, i nostri Pervertor e Barren (ex Der Henker, Massemord, ed altro....), rispettivamente Voce e chitarra del progetto, si presentano al mondo con un LP d'esordio, a cui farà presto seguito lo stesso lavoro ma in formato Cd, con altra copertina e pubblicato da un'altra etichetta.

Il duo in questa occasione si è avvalso della collaborazione (non accreditata) del batterista Aeternus (già membro dei Lord Vampyr e Ade), assolutamente eccellente.
E' necessario premettere che è principalmente la parafernalia dell'universo del B-movie ad influenzare l'immaginario "tematico" dei Satanika, principalmente le derivazioni Gore o "sexploitation", già ampiamente trattate e rimasticate da gruppi di "genere" come Necrophagia e accoliti..... Il Black metal nella musica dei Satanika rimane solo un retaggio del loro passato o, al peggio, un riverbero di un nastro su cui si è già registrato....

I Satanika calano la scure all'istante, e ci si trova decollati già all'accenno dell'iniziale "Sodomize the nun", elegantissimo titolo per pruriginosi, imberbi metalheads dell'ultima ora. Il pezzo però, musically speaking, non ammette critiche....semplicemente devastante sopra e sotto la cintola.

Ancora più spaventosa la successiva "Atomic Curse", inno alla follia nucleare e chirurgica prova di destrezza distruttiva, con ritmi patologici che accennano alla scarnificazione, e sanno andare anche oltre..... I riffs deflagrano al momento stesso della loro concezione, ed evocano scenari post-apocalittici..... Roba da filmacci, dicevo.....

"Razor maniac" e "Fetish bitch cult" tengono fede ai loro titoli e sono pezzi meno compressi ritmicamente e, se mi si concede il termine, più "ragionati" nella struttura, comunque minimale.... Lo svolgimento è da manuale del tormento, anche se mi sembra che l'interpretazione vocale monodimensionale e manieristica tolga un'oncia al peso del risultato complessivo.... Più prevedibili, ma comunque letali....

La seconda, graziosissima e lieve seconda facciata dell'LP rimastica il corpo già martoriato del thrash più "blackish" in circolazione, mantenendo a livello di guardia l'attenzione dell'ascoltatore già ampiamente tramortito dagli episodi precedenti grazie anche ad alcune "bonus tracks" provenienti dai precedenti minicds/EP e una cover di "Madhouse" degli Anthrax.

Fondamentalmente una "riff band" (ma "da manuale"....), i Satanika non si distinguono per originalità e voglia di osare e tutto (ma proprio TUTTO) del loro stile conferma e congela una formula ferale e crudele nella sua ripetitività..... Tuttavia, certi pezzi di questo disco mostrano un insospettabile equilibrio fra brutalità, istintività omicida, e inclinazione a "ragionare" come il più ispirato fra gli psicopatici.

I Satanika non conoscono strategie, e come si dice dalle loro (nostre) parti, "MENANO" prima di parlare, ma se i colpi non vi rimbambiscono a dovere, capirete che dietro quelle mazzate c'è un cervello più guascone che perverso..... Non dimenticatevi che dietro i fendenti c'è una certa dose di indispensabile ironia, anche se è ironia servita al cianuro.

Se si eccettua la quasi totale assenza di parti di chitarra solista, "Satanik attak" non presenta limiti penalizzanti nel perimetro del genere, ma anzi si propone come uno dei dischi migliori usciti negli ultimi 2/3 anni; sicuramente Barren mi sembra uno dei chitarristi ritmici più forsennati in circolazione....praticamente un chirurgo pazzo, o per rimanere in tema, un autentico "mad-doctor"....

Se l'integralismo stilistico, la ripetitività e la mancanza di coraggio artistico sono essenziali alla riuscita di un grande gruppo di questo genere (e lo dico senza ironia, con il massimo rispetto), allora i Satanika andranno molto avanti, semplicemente rimanendo immobili.

E, se non ricordo male, i veri monumenti sono alquanto statici.



(STEFANO CODERONI)






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